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News - SCELTI PER VOI

Il sito che bracca le star ...
Un sito bracca le star . «C' è Depp in pizzeria»
New York, cantanti e attori in rivolta. La curatrice: il primo emendamento ci tutela

È l' incubo di tutte le star, da Lindsay Lohan perennemente in causa coi paparazzi a Leonardo Di Caprio nemico giurato dei giornalisti di gossip. È Gawker.com/stalker, il nuovo servizio web appena inaugurato in America, che pubblica in tempo reale luoghi e indirizzi dove i vip di Hollywood, della politica e di Wall Street vanno a mangiare, correre, divertirsi, far shopping ed affari.

L' origine delle soffiate, con corredo di cartina geografica e punto preciso dell' avvistamento, sono gli abitanti di New York, una città dove imbattersi in un attore, cantante o deputato famoso è all' ordine del giorno. «Sono certa che le celebrità non ci ameranno, così come detestano i paparazzi e i gossip columnist», spiega Jessica Coen, direttrice di Gawker.com, il famoso sito che ha lanciato l' iniziativa.

Il nuovo servizio sembra ancora più temibile. Avvalendosi del motore di ricerca di Google, istruisce i fan - spesso alcuni minuti dopo il primo avvistamento - sul luogo esatto (caffè, palestra, ristorante ecc.) dove correre a incontrare le loro star preferite. Per non perdere tempo prezioso, molti voyeur spediscono le loro segnalazioni direttamente dal loro Blackberry. Ai due stagisti di Gawker.com/stalker spetta il compito di smistare i messaggi, rilanciandoli il prima possibile sul Web.

Dal suo debutto, lo scorso 20 febbraio, il servizio ha ricevuto centinaia di segnalazioni. Una delle prime «vittime» è stata Susan Sarandon, avvistata al negozio Apple Computer su Prince Street a Soho il 22 febbraio. Lo stesso giorno in cui Sarah Jessica Parker cenava con un gruppo di amici al ristorante cinese Grand Sichuan di Chelsea. Il 14 marzo è toccato a Philip Seymour Hoffman (Oscar per «Capote»), che spingeva la carrozzina con dentro suo figlio all' angolo tra la sesta avenue e la quarta strada. Alcune ore dopo George Clooney (anche lui segnalato più volte) emergeva assieme a Sidney Pollack da un bar tra la 54 e Madison. Julia Roberts è stata avvistata più volte. L' ultima: ieri a mezzogiorno mentre sorseggiava tè nella boutique di Donna Karan a Soho.

Il nuovo «paparazzo online» ha provocato le immediate proteste di agenti e pr che l' accusano di mettere a repentaglio la vita stessa dei loro clienti. «È un invito per pazzi, mitomani e criminali che adesso potranno colpire a piacimento i loro target», punta il dito Ken Sunshine, che tra i clienti annovera Leonardo Di Caprio, Justin Timberlake e Ben Affleck. «I più a rischio sono i figli delle star», incalza, «che dovrebbero essere off-limit». Leslie Sloane Zelnick, agente della Lohan, Britney Spears e Ashton Kutcher, è ancora più perentoria. «Il governo e i tribunali debbono intervenire subito per regolare questa materia», sbotta, «il sito è illegale e spetta a Washington metterlo al più presto fuori legge». Ma a difendere l' iniziativa è lo stesso primo emendamento della costituzione americana, che garantisce e protegge la libertà d' espressione. Facendosi scudo con quest' emendamento, in Usa esistono siti razzisti e neonazi che inneggiano alla distruzione di neri ed ebrei; perché mai non dovrebbe esistere un innocente sito per fan di Hollywood? Il cui unico crimine dichiarato, nelle intenzioni della sua creatrice, è quello di «promuovere ancor più adorazione e riverenza nei confronti dello star system»? «Washington non può imbavagliarci», teorizza la Coen, «sarebbe come mettere fuori legge i paparazzi e le rubriche di gossip».

Il sociologo David Raindorf punta il dito contro l' eterno dilemma dei Vip. «Per diventare famosi, quando non sono nessuno, venderebbero la madre. Ma una volta raggiunto lo scopo, vorrebbero controllare e ammutolire gli stessi media che li hanno resi celebri». Tra Gawker.com/stalker e il sito del settimanale People, secondo la Coen, la differenza è minima. «Le celebrità non sono alberi, e si muovono con una certa velocità», afferma, «anche seguendo le nostre indicazioni nell' attimo esatto in cui vengono pubblicate è quasi impossibile trovare la star nello stesso identico punto».

Il suo obiettivo più ambito? «Osama Bin Laden», replica la Coen, «lo metterò in rete subito, prima di avvertirne il governo Usa. Al resto ci penseranno i newyorchesi». Alla fine, spiega, il nuovo link potrebbe svolgere addirittura un importante ruolo nella lotta al terrorismo e alla criminalità. «Attenti malandrini, mafiosi e terroristi», avverte la Coen, «il nostro Grande Fratello vi guarda e il suo occhio, democratico e corale, è ovunque».

Alessandra Farkas - Corriere della Sera (17 marzo, 2006)
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Fonti:

Corriere della Sera - Corriere Economia