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News - INTERNET

Internet sorpassa la tv, più tempo al computer...

Per la prima volta gli inglesi preferiscono la rete. Ma in Italia la televisione resiste

Fatta qualche moltiplicazione si evince che gli appassionati del web gli dedicano 41 giorni della loro vita ogni anno. Solo 37,5 giorni i telespettatori. Un bello choc per gli analisti dei media, perché nella patria della Bbc la passione per il tubo catodico era considerata uno dei grandi stereotipi nazionali, con la tazza di te (a quanto pare soppiantata recentemente da quella di caffè) e le giornate piovose (siamo nel mezzo del più grande periodo di siccità degli ultimi decenni e anche il Tamigi è in secca fuori Londra).

Uno stereotipo così radicato che per definire gli inglesi-tipo era stata coniata l' espressione couch potatoes, «patate da divano», incollate di fronte agli spettacoli più demenziali che si possano immaginare, compreso il campionato di freccette o quello di «governo del gregge di pecore con il cane», regolarmente mandati in onda dai canali sportivi.

La ragione del sorpasso è dovuta anche al fatto che molti hanno ormai accesso alla Rete in ufficio (e qualche datore di lavoro dubita che i suoi dipendenti si rivolgano al Web solo per motivi strettamente professionali). Secondo l' indagine di Google infatti, il motivo principale per il quale i britannici si collegano è lo shopping online. Spesa media 446 sterline l' anno (poco meno di 600 euro), distribuite tra prodotti di supermercato, vestiti, viaggi di vacanza, anche automobili ormai.
È nell' area di Londra, capitale del terziario ultra-avanzato, che si registra il record di attaccamento al Web: 183 minuti al giorno, ma a sorpresa (per noi) si scopre che le Highlands scozzesi seguono a ruota con 181 minuti.

La Nielsen ha una statistica anche per l' Italia. Da noi la televisione resiste al comando delle preferenze: 239 minuti al giorno (61 giorni l' anno se si sommano) contro 58 minuti per Internet (15 giorni). Nel Regno Unito sono circa 24 milioni i cittadini che hanno accesso alla Rete da casa, e altri milioni dal posto di lavoro.

Il governo di Tony Blair ha investito molto per questo balzo tecnologico a livello popolare. Ma non mancano le contraddizioni. Alastair Campbell, che fu il giovane stratega della comunicazione del primo ministro laburista, ha appena confessato di essere un uomo di Neanderthal dal punto di vista informatico. «Per tutto il periodo in cui ho lavorato a Downing Street, non ho mai usato un computer», ha detto. Mai una email, mai che avesse fatto una ricerca online. Campbell si affidava ciecamente ai suoi assistenti perché gli stampassero i messaggi e gli battessero sulla tastiera le risposte che lui scarabocchiava a mano. «Sembra implausibile e patetico, ma funzionava». Campbell, che ha lasciato Downing Street nel 2003, l' anno scorso ha pagato la sua ignoranza: voleva mandare a un amico un messaggio con scritto «Fottuta Bbc, perché non si occupa di cose importanti?». Sbagliò, ovviamente, e lo spedì direttamente alla Bbc stessa. Ma anche Tony Blair, secondo le memorie del suo ex consigliere «nonostante tutto è un uomo da carta e penna, con un computer inoperoso sulla scrivania».

Il sorpasso, secondo gli esperti in Gran Bretagna, è irreversibile e anzi, il vantaggio a favore del Web andrà incrementandosi molto rapidamente. Il ragionamento è semplice: la rivoluzione online è cominciata da poco più di un decennio e nel mondo sono già un miliardo gli internauti. La televisione, che mosse i primi passi addirittura negli anni Trenta, è diventata un fenomeno di massa molto più lentamente. Peraltro, negli anni Sessanta, si cominciò a prevedere che la tv avrebbe assassinato la radio e il cinema. Non è successo.

ALLENATORE ONLINE 26 luglio 2004 Jürgen Klinsmann, l' ex calciatore diventa ct della Germania ma vive in California: spedisce online le indicazioni per gli allenamenti (tra le polemiche)

LA PRIMA EMAIL 22 novembre 2001 Giovanni Paolo II Papa Wojtyla invia il primo documento ufficiale online: una email in Oceania in cui, tra l'altro, chiede perdono agli aborigeni.

IL FORUM IN RETE 17 dicembre 1998 Paul McCartney per la prima volta una famosa rockstar tiene una conferenza in diretta mondiale su internet «chattando» per un' ora e mezza.

172 minuti al giorno il tempo che trascorre un Inglese di sesso maschile on-line. Le donne sono meno dipendenti da Internet; per loro i minuti al giorno sono 156.

La ricerca: uno studio condotto per il motore di ricerca Google ha rivelato che i britannici trascorrono più tempo a navigare in Internet che a guardare la televisione.

33 le ore trascorse online da un italiano nel mese di gennaio 2006. Anche nel nostro Paese il tempo impiegato a navigare è aumentato: nel gennaio 2005 le ore trascorse in rete erano state 28

Santevecchi Guido - Corriere della Sera, 09 Marzo 2006

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Fonti:

Corriere della Sera - Corriere Economia